UCA
Unitò di Crisi per Animali
Negli ultimi anni abbiamo assistito, e solo parzialmente provveduto, a decine di emergenze animali, che in questa sede è inutile elencare, ed ad alcune catastrofi naturali che hanno visto gli animali soccombere.
Le condizioni di vita nei canili convenzionati e nelle strutture private, più o meno fuori norma, sono indegne di una civiltà civile, che purtroppo ha priorità di altro genere e carenza cronica di fondi da stanziare.
Quando parliamo di animali necessita fare una grossolana distinzione:
• animali selvatici servono strutture di recupero per curarli e poi liberarli
• animali marini le Capitanerie e gli acquari riescono a soddisfare alcune necessità • animali volatili se si ha la fortuna di essere vicini ad un WWF si possono aiutare
• animali da reddito esiste una normativa per trasporti e macelli che spesso viene trasgredita; in caso di catastrofe naturali non esiste una prevenzione in grado di fornire stallaggio e foraggio in tempi brevi
• animali da compagnia • piccoli animali sono gli ultimi ad essere salvati e anche nel volontariato solo pochi si interessano di loro e non esistono centri in cui portarli
• gatti per la legislazione italiana sono considerati animali selvatici e non di proprietà; vivono in colonie affidati alle gattare che provvedono al loro sostentamento con continue liti tra loro e con la comunità; si ritiene che siano autosufficienti, ma sono molti quelli abituati a cure famigliari e non in grado di sopravvivere in condizioni estreme
• cani sono i più esposti allo sfruttamento ed al maltrattamento; ad ogni sconvolgimento del proprio habitat, nel caso di randagismo, in condizione esasperate può portare alla formazione di branchi con pericolo per l’incolumità della collettività che già difficilmente li tollera, sia per la convivenza con bambini, sia per gli escrementi. Anche se facilmente catturabili, necessitano poi di una serie di interventi di prevenzione veterinaria e di essere ricoverati in strutture idonee per il recupero e l’eventuale affidamento a famiglie. A differenza degli altri animali, che possono essere rimessi in libertà, un cane vive mediamente almeno 12 anni e si deve provvedere alle cure veterinarie, etologiche ed al mantenimento con costi elevati e giornalieri.
• altri animali pesci, tartarughe, serpenti ecc. vengono abbandonati al loro destino ed alla morte qualora non trovino un minimo di habitat
Abbiamo voluto, con questa esposizione inquadrare a grandi linee le problematiche di un UNITA’ di CRISI per ANIMALI permanente in grado di poter intervenire entro poche ore sul territorio nazionale in caso di calamità naturali e di essere impiegata a scopo preventivo ed in ausilio alle ASL Veterinarie in altre occasioni di prevenzione ed intervento per sequestri.
A prescindere che solo una sterilizzazione obbligatoria e programmata ed un divieto di vendere animali, se non provenienti da allevamenti certificati, permetterebbe di controllare il fenomeno del randagismo e delle colonie feline, dobbiamo far crescere una cultura etologica ed ambientale di rispetto della biodiversità.
Circa 4 anni di pronto intervento a tutela degli animali ed interventi organizzati di emergenza ci hanno portato a definire un piano e le dotazioni minime di un UNITA’ di CRISI per ANIMALI che proprio a causa del terremoto abruzzese ha subito una brusca accelerazione. Fino dal nostro 1° intervento a Statte abbiamo elaborato un piano di massima che consiste:
• Contatti con le Istituzione ed autorizzazione ad operare mentre la colonna sta viaggiando
• ricognizione visiva e programmazione delle priorità con allestimento campo emergenza
• recupero degli animali e loro trasporto in una struttura mobile d’accoglienza sanitaria
• censimento ed identificazione dei soggetti con prelievo sangue ed apertura cartella clinica
• disinfezione e primo intervento di pronto soccorso • invio dei casi più gravi alla clinica mobile
• alloggio degli animali in box post degenza o multipli secondo compatibilità degli stessi
• intervento di comportamentalisti e selezione degli animali affidabili
• organizzazione di staffette e trasporti
• smistamento degli animali verso affidi o verso strutture convenzionate a norma
• consegna di copia della documentazione a ASL Magistratura e Prefettura
• eventuale cessione della struttura di mantenimento alle Istituzioni locali
• smontaggio del campo e della struttura mobile sanitaria con rientro alla base
Il progetto di base per partire prevede un minimo di 4 unità logistiche ed 8 professionisti:
• rimorchio allargabile mt. 10,00x2,50xh.3,30 attrezzato a clinica con raggi x, ecografo, anestesia, tavolo operatorio; bagno con vestibolo; studio medico, analisi sangue e armadiatura a deposito farmaceutico e materiali di consumo; condizionatore, generatore autonomo, boiler, bombole ossigeno alloggiati esteriormente
• ambulanza/ambulatorio mt 6,00x2,30xh.3,00 attrezzata ad ambulatorio con la possibilità di 2 barelle odi 2 gabbie smontabili grandi; lavandino, tavolo visita, armadiatura pensile a deposito farmaceutico e materiali di consumo; zona tavolo compiuterizzato medico e zona guida con impianto di trasmissione e coordinamento operazioni
• gippone logistico con cassone per trasporto cibo e dotazioni da campo
• rimorchio ad uso abitativo per 8 persone con zona pranzo e cucina • 2 veterinari, 2 paraveterinari, 2 catturatori, 1 comportamentalista, 1 coordinatore
• tramite camion privato verrà pure inviato un recinto da 100x100 mt con suddivisioni interne per 1°accoglimento sanitario degli animali su cui intervenire
• tramite camion privato verranno inviate 1 o più costruzioni modulari per 20 animali, a basso impatto ambientale, per oasi di ricovero di degenza o di stallo e smistamento animali
Si tratta di una task force minima utilizzabile per sequestri ed interventi rapidi di prima necessità in grado di raggiungere entro poche ore qualsiasi punto della nostra penisola.
Il progetto più completo e più complesso è la naturale estensione alla task force e prevede:
• 4 rimorchi unità alloggio
• 1 rimorchio unità ristorazione
• 1 rimorchio unità toelettatura e disinfezione
• 1 rimorchio unità sanitaria per 20 animali
• 1 rimorchio unità post degenza per 20 animali
• 1 rimorchio sala operatoria doppia
• 1 rimorchio unità per diagnostica
• 2 ambulanze ambulatorio
• 3 furgoni attrezzati unità di sala operativa
• 1 furgone unità spurghi
• 1 furgone unità trasporto acqua
• 1 furgone unità trasporto gasolio
• 1 furgone unità lavanderia
• 1 furgone unità per smaltimento rifiuti
• 4 trattori con rimorchio per trasporto recinzioni, oasi stallo e smistamento, materiale campo
• 4 gipponi logistici e di intervento rapido
• 30-40 professionisti specializzati nelle varie funzioni
• 1 base fissa per ricovero automezzi e rimorchi, dormitori, mensa, sala operativa • 10 strutture modulari di accoglienza animali da smistare in adozione
• un parco botanico a disposizione dei visitatori e per sviluppare una cultura della biodiversità
• zone di sgambamento e di agility
Non ci illudiamo che questo sogno, ormai alla fase di progetto ingegnerizzato, sia facilmente realizzabile e sicuramente i grandi interessi, l’omertà e/o l’immobilismo delle Istituzioni e di qualche Organizzazione faranno di tutto per troncarlo sul nascere.
Vicino a noi abbiamo alcune migliaia di volontari che comprendono l’importanza della realizzazione di questo progetto ed almeno duecento di loro, con competenze specifiche certificate sono già disponibili e reperibili, ma se poi accettiamo anche chi solo moralmente lo vorrebbe e gli animalisti il numero diventerebbe di decine di migliaia
Oggi si stima che l’unità di task force potrebbe essere operativa in circa 40-60 giorni con un immobilizzo di almeno € 300.000 ed una disponibilità di cassa per la gestione mensile di almeno € 10.000; vale a dire che considerando solo 300 giorni operativi/anno di utilizzo della task force, ogni giorno d’intervento ha un costo di circa € 800-1.000
Il progetto più completo è stimabile in un immobilizzo di € 5 milioni ed un costo gestionale annuo non inferiore ad € 500.000; vale a dire che considerando solo 300 giorni operativi/anno di utilizzo dell’intera struttura, ogni giorno ha un costo di € 5.000
Sono cifre che difficilmente le Istituzioni possono stanziare, se non in casi di calamità o di grave emergenza quali Ravenna e Modica L'Aquila e solo per tempi brevi o medi ed ancor più difficilmente come immobilizzi.
Per questo motivo desideriamo rivolgerci a Fondazioni ed Imprese profit per trovare i capitali per gli immobilizzi e per una gestione assicurata per almeno 5-10 anni; periodo di ammortamento di tutti gli investimenti.
Necessita ricordare ai benefattori ed ai mecenati che la legislazione italiana prevede un recupero fiscale delle donazioni o in alternativa la possibilità di inserire nei costi ogni donazione di beni o servizi.
Da parte nostra sarà valutabile in almeno € 5.000 la donazione per l’inserimento quale Membro Sostenitore della nostra Associazione e in € 50.000 la donazione per l’inserimento quale Membro Benefattore .
Sul nostro sito http://www.poliziaecozoofila.info abbiamo pubblicato un codice etico “adotta una no-profit” ed abbiamo inserito alla link progetti finalizzati una sintesi di massima di quanto a noi necessario per completare questo progetto.

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